COMUNE DI TERZORIO

 
 
 
 
 
 
     
 
 
     
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Chiesa della Nativita' di S.Giovanni Battista

 

Terzorio diventa parrocchia autonoma il 10 settembre 

del 1488: viene separata dalla chiesa di Santa Maria di
Pompeiana dal Vescovo di Albenga Leonardo Marchese.
L’aspetto del primo edificio sacro era tardomedievale e
viene  ben  descritto  in  una  testimonianza di  primo
Seicento, come edificio  ad una sola navata ed abside
a Levante, di  architettura  già percepita  come antica,
con un portale  in ardesia  ove era scritto, in  caratteri
presumibilmente gotici, la data del 1444.
Nei pressi era collocato un cimitero all’aperto, mentre
le case canoniche erano affiancate all’edificio sacro.
 

 

 
Subito  dopo, nel  1749, la  parrocchia  è  elevata  in 
prevostura.
La pianta è a navata unica, con tre cappelle per lato e
un profondo  presbiterio.    Le devozioni della  vecchia
chiesa   parrocchiale, il  Rosario, l’ Annunciazione   di 
Maria, San Mauro  e la  più  tarda  Nostra  Signora  di
Consolazione, vengono qui trasferite.  Nel precedente
edificio   restano  però  i  sepolcri, anche   se   viene
occupato  dalla confraternita della  Maddalena .
Le opere di fonte  battesimale e  acquasantiera  è del
1768, come  il confessionale.        La  decorazione  a
stucco è piuttosto tarda e legata  alla  disponibilità  di
denaro. Va situata in anni difficili, quella  napoleonica.
Dal 1801-1804 con l’intervento degli stuccatori ticinesi
Vincenzo  Adami  e  Pietro  Lucchesi  ( presbiterio,
cappella   della  Concezione  e  altro), cui  segue  la
decorazione  della   facciata  nel  1808 compiuta   da
Giuseppe Dulbecco dei  Poggi di Porto Maurizio  con
Francesco   Filippi  di  Terzorio   e  aiuti ),  fino   alle
ultime  cappelle, come    quella  di San Mauro,  dove
nel 1816 lavora lo  stuccatore Lorenzo  Acquarone di
Lucinasco (entroterra di Oneglia).
Dal 1823 al 1886 si opera un grande sforzo economico
per il nuovo organo che è un Angelo Stopini di Genova,
comprato nel 1823.

 
Una nuova chiesa parrocchiale viene costruita solo
a  partire  del  1730.    Le istanze  dei  fedeli  sono
accolte , sfruttando anche un vicino orto di proprietà
parrocchiale, la zona che già annoverava la vecchia
chiesa, le  canoniche, un  antico  cimitero  esterno
e  la  torre difensiva, si  arricchisce di  un  rilevante
edificio sacro.
La  costruzione  è  compiuta  nel 1745, quando  si
chiede al Vescovo il permesso per la  benedizione
ed il trasferimento di altari e suppellettili sacre nella
nuova  chiesa  dalla  vecchia, situata  vicino, e  si
chiedono in prestito cento lire  dall’oratorio di  San
Sebastiano per costruire la sacrestia.
I documenti non chiariscono l’autore del progetto, 

mala forma delle finestre quadrilobate, in particolare

in facciata,lasciano  pensare  ad  una figura  come
Giacomo Filippo Marvaldi di Candeasco ( valle
del Maro, entroterra di Oneglia, 1673-1743).
 

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Oratorio di Santa Maria Maddalena
 
Il titolo di  Santa Maria  Maddalena  è  comune  per le
confraternite di Pompeiana e Terzorio. Si può pensare
siano  sorte  contemporaneamente, poco  prima della
separazione della  parrocchia  di Terzorio da quella di
Pompeiana, dopo  il  fenomeno dei  penitenti  bianchi
che provenzali del 1399.     Il titolo  della   Maddalena
riporta  in  effetti  ad   un  forte   legame  con  l’ambito
devozionale della  vicina Provenza.       Nel   1586   la
confraternita si riuniva in un  oratorio  oggi scomparso,
semplice, non troppo distante dalla allora parrocchiale,
che  poi  sarebbe  stata  occupata  dalla confraternita
stessa con la costruzione settecentesca della chiesa
nuova.             L’antico oratorio era una vera e propria
“casaccia”, sia pure con un  tetto in lastre  di pietra e
un pavimento   di   battuto   di  calce,   con  tanto   di
finestre in facciata ed laterali.     Non è  ancora   noto
ove si trovasse questo edificio.
 

 
 
In alto, in  cimasa, compare    l’immagine  della
decapitazione di San Giovanni Battista, memoria
dell’antica dedicazione del sito sacro.
Il modello pittorico di questo soggetto   dipinto è
la  tela di  Guido  Reni con la   Decapitazione di
Santa  Caterina    d’Alessandria   ora  in  Museo
Diocesano di Albenga.
 
 

 
 
Una   memoria   del    1920   in margine ad un libro
d’archivio parrocchiale riferisce di una casa verso il
Borgo.
Va detto che  nel  1745, all’atto  della  benedizione
della nuova chiesa, si  prevedeva  la distruzione del
vecchio edificio. I confratelli si prendono  dunque la
vecchia parrocchiale.       Qui operano vari restauri.
Si  può    ricordare  la   pietra  d’angolo  del sedile
dell’ingresso, che reca   un  Agnus  Dei  di  buona
realizzazione.       Ritrovano  le  quattro   sepolture
originarie, lasciano   l’arredo  vecchio   alla  chiesa
parrocchiale e sistemano la sala per le loro riunioni.
Di particolare interesse è la decorazione in facciata,
dove elementi classici s'affiancano a quelli barocchi.
Sopra l’ingresso si nota   la figura della  Maddalena
in penitenza.
 

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Cappella di S. Sebastiano  
   
La devozione per San Sebastiano è da secoli presente
a Terzorio.  Già la prima antica chiesa aveva un altare
dedicato a questo santo, ricordato  agli atti della visita
apostolica del 1586.    Agli atti della visita pastorale in
data 8  novembre  1639 compare per la  prima  volta
l’oratorio di San Sebastiano.
Si intuisce che è stato costruito  da poco, in quanto si
raccomanda di intonacare le pareti, oltre a disposizioni
minori.       In seguito non manca quasi mai di essere
ricordato.       La funzione della cappella  pericolo dei
contagi come la peste, provenienti  da fuori.
San Sebastiano è infatti il protettore da questi pericoli.
Inoltre la semplice struttura è preceduta  da un ampio
portico, ove   potevano  trovare   temporaneo   rifugio
pellegrini e  viandanti, pastori e semplici contadini per
una semplice preghiera.

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Campanile della Chiesa Parrocchiale
 
 
L'elegante e slanciato campanile .
 
 

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